Peculato, ricettazione, associazione a delinquere e violenza. Sono le ipotesi di reato che pendono su undici tra vigili urbani e carabinieri, accusati di effettuare nella Bergamasca “ronde punitive” nei confronti di pusher e immigrati. Almeno otto gli episodi contestati. L’inchiesta era cominciata dopo la denuncia di un carabiniere in servizio alla compagnia di Treviglio, il cui comandante è nell’elenco degli indagati.
In tutto sono cinque gli arresti e sei i divieti di dimora disposti nei confronti di altrettanti esponenti delle forze dell’ordine. Il gip del Tribunale di Bergano ha firmato due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di due militari della stazione di Calcio, in provincia di Bergano, e di un vigile urbano di Cortenuova, mentre ha disposto gli arresti domiciliari per un carabiniere in servizio alla stazione di Calcio ed un altro vigile di Cortenuova. Il gip ha inoltre disposto sei divieti di dimora, due a Calcio e quattro in provincia di Bergamo. Una misura è stata notificata anche al comandante della compagnia di Treviglio. Coinvolto anche uno studente bergamasco, di cui al momento non si hanno altre informazioni.
Secondo le accuse, gli undici indagati si sarebbero resi responsabili di almeno otto episodi di violenza a carico perlopiù di cittadini extracomunitari. Gli indagati, con indosso la divisa d’ordinanza, viaggiavano a bordo di un’auto con targa rubata, preferibilmente il venerdì sera, e organizzavano posti di blocco con perquisizioni e sequestri abusivi di telefoni cellulari, droga e denaro. In alcuni casi carabinieri e vigili urbani si sarebbero resi responsabili anche di aggressioni e pestaggi.
Riguardo al G8 di Genova
“Speriamo che muoiano tutti”. E’ una delle frasi riferite ai manifestanti del G8 di Genova, pronunciate dai poliziotti in servizio e intercettate al telefono. I nastri registrati di queste conversazioni, che dimostrerebbero il clima di tensione interno alle forze dell’ordine in quelle ore, stanno per essere depositate al processo di Genova dai legali dei giovani picchiati alla scuola Diaz e nei disordini del G8.
Erano trascorse poche ore dalla morte di Carlo Giuliani in piazza Alimonta a Genova. In quei momenti, come testimoniano le telefonate tra i poliziotti in servizio, il clima era assai teso. C’è un agente che, riferendosi alla morte di Giuliani, si augura che i “manifestanti muoiano tutti” e dice a un collega : “1-0 per noi!”. Un altro, riferendosi ai giovani manifestanti, li definisce “zecche del c…”.
Ma a colpire è anche il clima teso e poco ordinato che domina le telefonate tra poliziotti nella sera dell’assalto alla Diaz. Ci sono funzionari che si scaldano per la mancanza di coordinamento. Qualcuno non riesce più nemmeno a contare quanti giovani siano stati trasferiti nella caserma di Bolzaneto, quanti pullman siano stati utilizzati. Altri poliziotti dimostrano uno stato di stress molto elevato: “Non connetto più. Sono dissociato davvero”, dice un altro. “Non è una bella cosa quella che abbiamo fatto”, afferma un agente, riferendosi agli scontri alla Diaz. E infine la conversazione che dimostra un fatto già noto da tempo alla Procura: la preparazione delle molotov da parte della polizia e poi il finto rinvenimento nella scuola Diaz. Un dirigente della Digos dice ad un collega: “Le bottiglie molotov non lasciatele qui”.
Fonte Tgcom.it
Se volete ci metto anche il caso aldrovandi di cui ho parlato poco tempo fa. Questa è gente che dovrebbe difenderci e invece abusano del proprio potere. Sia chiaro non sto facendo di tutta l’erba un fascio eh, pero’ ci metto dentro il 70% delle forze dell’ordine, purtroppo i casi che mi danno ragione sono troppi. Sicuramente non gli verrà fatto nulla, verrano trasferiti in altre città come se nulla fosse successo. Dite pure “speriamo muoiano tutti” ma sappiate che io vorrei il contrario e il mio rispetto per voi forze dell’ordine è meno di ZERO! “1 a 0 per voi” come dite, volete giocare che allora si giochi, il risultato lo si guarda alla fine del match.




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