Archive for the 'cronaca' Category

11/11/2007 11/11/2008 Noi non dimentichiamo

GIUSTIZIA PER GABRIELE

Chi dimentica è complice

 

 Giustiza per gabriele sandri

Andiamo al Cinema?

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Ops no scusate mi sono sbagliato, non al cinema ma in tribunale… Eh si è la nuova moda, posti limitati e stamattina c’era la fila già di prima mattina per entrare in tribunale ad assistere al processo della strage di Erba. La trovo una cosa allucinante, ma questa gente farebbe meglio ad andare a lavorare che poi puntualmente saltano su dicendo che non arrivano a fine mese, e se anche non avessero un cazzo da fare la trovo veramente una cosa squallida andare ad assistere a questo processo, per cosa poi? Copio l’articolo tratto da repubblica.it

COMO – Ci sono tutti in aula stamane per la prima udienza del processo per la strage di Erba. Gli imputati, i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, la cui presenza era in forse, e i parenti delle vittime, a cominciare da Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre di Yousef, due delle quattro vittime (le altre due vittime sono la nonna del piccolo Paola Galli e una vicina di casa, Valeria Cherubini). In aula anche Carlo e Pietro Castagna, rispettivamente padre e fratello di Raffaella.Già dalle 6 davanti al tribunale di Como c’erano parecchie persone, soprattutto anziani e studenti: erano in coda nella speranza di conquistare uno dei 60 tagliandi che consentono di accedere all’aula della Corte d’assise.

I coniugi Romano, accusati della strage avvenuta a Erba l’11 dicembre del 2006, rischiano l’ergastolo. Nella tesi dell’accusa, fu Rosa a convincere il marito a uccidere i vicini che odiava. Secondo indiscrezioni, gli avvocati della difesa chiederanno una perizia psichiatrica per la loro cliente, nel tentativo di evitare la condanna alla pena massima.Nell’udienza cominciata oggi sono stati sistemati nella stessa gabbia. Rosa Bazzi ha avuto per il marito un gesto d’affetto, accarezzandogli i capelli. I coniugi stanno seguendo l’udienza stringendosi ininterrottamente le mani e parlando tra di loro; appaiono tranquilli.

Azouz Marzouk, giunto in tribunale a Como a bordo di un furgone cellulare dal carcere di Vigevano (Pavia), dove è detenuto per droga dal primo dicembre scorso, si è costituito parte civile ed è anche testimone dell’accusa. Pertanto non potrà assistere a tutte le fasi del processo. Potrà partecipare alle fasi preliminari e a quelle successive alla sua audizione come testimone. Il suocero Carlo Castagna prima dell’inizio dell’udienza gli ha stretto la mano.

Fonte Repubblica.it

W l’Italia e i nuovi reality show e real fiction direttamente in tribunale!!

Blocco dei Tir

Premetto che non sono un autotrasportatore ne ho parenti che lo fanno, ma questo sciopero ci voleva e devono andare avanti anche con la precettazione. Le richieste degli autotrasportatori sono accettabili e il governo deve accettarle. Con questo sciopero stanno facendo vedere che senza di loro l’Italia non va avanti e tutti uniti ce la stanno facendo, per quanto riguarda la precettazione penso sia veramente una legge fascista “Gli autotrasportatori che non rispetteranno l’ordinanza saranno identificati dalle forze dell’ordine e potranno essere sospesi dall’albo.” Spero continuino fino a che i loro diritti non verranno tutelati, concludo con ONORE A LORO!

Benedetto ma cosa dici??

«I bambini vittime dell’amore corrotto»
L’allarme di Benedetto XVI nel giorno dell’Immacolata: «Giovani spesso ingannati da adulti senza scrupoli»

CITTÀ DEL VATICANO – I giovani e i bambini spesso «vittime della corruzione dell’amore, ingannati da adulti senza scrupoli», attirati «nei vicoli senza uscita del consumismo», in cui «anche le realtà più sacre, come il corpo umano» «diventano oggetti di consumo, e questo sempre più spesso, già nella preadolescenza». È l’allarme lanciato da Benedetto XVI nel corso dell’Angelus recitato dalla finestra del suo studio davanti ad alcune migliaia di persone nel giorno della solennità dell’Immacolata Concezione.

«FALSI MODELLI DI FELICITA’» – «Che grande dono avere per madre Maria Immacolata», ha commentato, «penso ai giovani di oggi, cresciuti in un ambiente saturo di messaggi che propongono falsi modelli di felicità: questi ragazzi e ragazze rischiano di perdere la speranza perchè sembrano spesso orfani del vero amore, che riempie di significato e di gioia la vita» ha detto Ratzinger. «Non poche esperienze – ha ricordato il Pontefice – ci dicono purtroppo che gli adolescenti, i giovani e persino i bambini sono facili vittime della corruzione dell’amore, ingannati da adulti senza scrupoli i quali, mentendo a se stessi e a loro, li attirano nei vicoli senza uscita del consumismo: anche le realtà più sacre, come il corpo umano, tempio del Dio dell’amore e della vita, diventano così oggetti di consumo; e questo sempre più presto, già nella preadolescenza. Che tristezza – ha esclamato – quando i ragazzi smarriscono lo stupore, l’incanto dei sentimenti più belli, il valore del rispetto del corpo, manifestazione della persona e del suo insondabile mistero».

CERIMONIA IN PIAZZA DI SPAGNA – Per l’Immacolata, rispettando la tradizione, questo pomeriggio il Papa deporrà una corona sotto la statua della Madonna in piazza di Spagna. Dopo l’Angelus ha anche ricordato il 150.mo anniversario delle apparizioni di Lourdes e il fatto che comincia oggi lo speciale anno giubilare del santuario francese

Fonte Corriere.it 

MA PAPETTO SE GUARDASSI IN CASA TUA INVECE DI PARLARE PARLARE PARLARE. Spero che quelle migliaia di persone lo abbiano fischiato per tutte ste cazzate che dice….

Troppo Vin Santo??

Sacerdote Ubriaco

RAVENNA – Chissà se, mentre la polizia gli porgeva l’etilometro, il sacerdote ha recitato una preghierina per invocare salvezza. Dopo il controllo infatti è stato trovato con un tasso alcolemico più alto di oltre cinque volte quello consentito. La sua auto era finita fuori strada. La stradale, intervenuta per constatare l’incidente, si è trovata davanti al sacerdote in condizioni tali da consigliare il poliziotto di mettere mano all’etilometro.

Il prete, una cinquantina d’anni, parroco di un paese del ravennate, si è così beccato una bella multa per guida in stato di ubriachezza. Verso le due del mattino si trovava al volante di un’utilitaria, nonostante avesse decisamente esagerato con l’alcool. L’incidente, fortunatamente senza altre conseguenze, si è verificato sulla San Vitale, la statale che collega la città romagnola a Bologna.

Fonte Repubblica.it

Ottima media….

BRESCIA – Il vicedirettore del seminario della diocesi di Brescia, Marco Baresi, 38 anni, è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile per pedofilia. Gli agenti hanno eseguito un ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Brescia. Le accuse per il sacerdote sono di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico.

Fonte Repubblica.it

Cito anche questa intervista di Bertone che parla parla, vorrei fargli una domanda. I luoghi sereni sono i seminari o le chiese???

Vaticano: basta violenze su bimbi
20 Novembre 2007, 21:56
(ANSA) – ROMA, 20 NOV – ‘Basta omicidi e violenze sui bambini, creiamo per loro ambienti serenì. Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone. ‘I bambini trasmettono luce, serenità e irradiano speranza. Per questo non dobbiamo mortificarli nella vità, ha continuato il cardinale partecipando all’iniziativa benefica del concerto ‘La luce dei bambinì, che si tiene questa sera nell’aula Paolo VI ed è diretto dal premio oscar Ennio Morricone.

Non so ma almeno una volta al mese ne salta fuori uno, sarà un caso? Continuo a sentire gente che mi dice che non devo fare di tutta l’erba un fascio ma a me un qualche dubbio viene, troppi ce ne sono di questi preti pedofili! Beh il consiglio che posso darvi, non mandate i vostri figli in seminario o in chiesa, ma fategli capire i veri valori della vita che la chiesa o il clero non gli insegnera’ mai! Ma il papa sicuramente se ne starà zitto e se ne vedrà bene di tirare fuori questa notiza e le tante altre del genere, come al solito si affaccierà alla finestra a mo di duce e sparerà una marea di cazzate come sempre, e sotto tante persone che lo applaudono a prescindere. Vergogna!

Concludo con questa foto

Cloro al Clero

…..

*DICHIARAZIONE SPONTANEA RESA DA UN EX-POLIZIOTTO AD UNA RADIO PRIVATA ROMANA….*

“Da quanto tempo non è più in servizio?”
CIRCA UN ANNO.
“Ci racconti il motivo del suo intervento”
“HO 43 ANNI,HO PRESTATO SERVIZIO PER CIRCA 11 ANNI ,AL TERMINE DEI QUALI HO DECISO DI CONGEDARMI IN MANIERA SPONTANEA,MA INDOTTO DA FATTI PERSONALI CAUSATI DA MIEI SUPERIORI,RELATIVAMENTE ALLA NON CONFORMITA’ DEL MIO ADEGUARMI A DIRETTIVE CHE RITENEVO ECCESSIVE”
“Ci racconti cosa le è successo…”
“NON VOGLIO ANDARE OLTRE QUESTA TESTIMONIANZA,PERCHè DI COSE DA DIRE NE HO ANCORA MOLTE.MA A DISTANZA DI UN ANNO DAL MIO CONGEDO…TEMO ANCORA DI ESSERE VITTIMA DI RITORSIONI.SEMBRA ASSURDO,MA VI GARANTISCO CHE è COSI.HO UN MOGLIE E 2 FIGLI,CERCATE DI CAPIRMI…”
“Si rende conto che nonostante la voce camuffata (su richiesta ESPLICITA dell’ex poliziotto) potrebbero esserci enti istituzionali ad ascoltare la sua voce?”
“SI, ED HO PAURA.MA DOPO QUELLO CHE è SUCCESSO A QUEL POVERO RAGAZZO SULL’AUTOSTRADA(GABRIELE,NDR)NON POSSO NASCONDERMI IN ETERNO.FORSE ALTRI SEGUIRANNO IL MIO ESEMPIO..”
“Ok,ci racconti…”
“IO PRESTAVO SERVIZIO A TORINO,FACEVO SPESSO LE SCORTE AI TIFOSI.IN OCCASIONE DELLA FINALE DI CHAMPIONS CHE LA JUVENTUS VINSE ALL’OLIMPICO FUI POSTO IN SERVIZIO AL TRENO.
DURANTE IL BRIEFING DEL PERSONALE PRE-PARTENZA IL COMANDANTE DEL REPARTO CI ORDINO’,UNA VOLTA SALITI,DI STIPARE I TIFOSI IN VAGONI CONTIGUI E NON FARLI USCIRE DI LI.UNA VOLTA PARTITI,MASSACRARLI DI BOTTE.PRESTANDO ATTENZIONE A CHI AVESSE TELECAMERE O FOTOCAMERE.REQUISIRLE E FARLE SPARIRE.”
“Massacrare di botte tifosi senza motivo?”
“SI.QUESTO,CI FU DETTO,PER “AMMORBIDIRLI” PREVENTIVAMENTE”.HO VISTO COLLEGHI COLPIRE RAGAZZI DI 18-20 ANNI ALLO STERNO CON I TACCHI DEGLI ANFIBI,ALTRI SCARDINARE I PORTACENERE DELLE FERROVIE DELLO STATO E CON GLI STESSI COLPIRE A PUGNI IN VOLTO I RAGAZZI. MANGANELLATE SENZA MOTIVO SU RAGAZZE,PADRI DI FAMIGLIA.SCENE AGGHIACCIANTI.RIMASI PARALIZZATO.E COINVOLTO ANCH’IO NEL TEMA DI REPRESSIONE DAI MIEI STESSI COLLEGHI,PERCHè NON PICCHIAVO NESSUNO…”
“Continui…”
“DURANTE IL VIAGGIO DI RITORNO,ALLA STAZIONE OSTIENSE,MI PARE…I TIFOSI,STANCHI DELLE BOTTE E DEI TRATTAMENTI RICEVUTI,SCESERO DAL TRENO E INIZIARONO A TIRARCI DENTRO DI TUTTO.IO RIMASI INCASTRATO IN UN’AREA DI COLLEGAMENTO TRA DUE VAGONI…INSIEME A DEI RAGAZZI DI CASELLE CON LA SCIARPA BIANCONERA.MI PRESERO SOTTOBRACCIO E CERCANDO DI RIPARARSI MI TRASCINARONO CON LORO,DICENDOMI”STIA TRANQUILLO ,VOGLIAMO AIUTARLA”.E FU COSI’.FUI COLPITO DA UNA GROSS PIETRA ALLA GAMBA,UNO DEI RAGAZZI RIUSCI’ AD APRIRE UNO SCOMPARTIMENTO E MI ADAGIO’ SUL SEDILE,ANDANDO A CERCARE DELL’ACQUA.LO VIDI SOMMERSO DI COLPI DA PARTE DI DUE COLLEGHI NON APPENA VARCO’ LA SOGLIA DELLO SCOMPARTIMENTO.E’ UNA SCENA CHE NON DIMENTICHERO’ MAI…”
“Ci scusi,perchè ha atteso tutto questo tempo?”
“GLIE L’HO GIA’ DETTO.SONO UN PADRE DI FAMIGLIA,DUE FIGLI…ORA FACCIO IL PANETTIERE PER CAMPARE.MA HO ANCORA PAURA.COME NE AVEVO CON LA DIVISA ADDOSSO.MA NON DEI TIFOSI.AVEVO PAURA DEI COLLEGHI CHE SAPEVANO DI ME,UNO CHE NON ANDAVA A MASSACRARE LA GENTE SENZA MOTIVO.E NE HO ANCORA…”

Continuate pure ad ascoltarli!

NEW YORK – La Compagnia di Gesù pagherà 50 milioni di dollari per risarcire 110 eschimesi che subirono abusi sessuali da religiosi gesuiti quando erano bambini o adolescenti, tra il 1961 e il 1987.
Gli scandali nella Chiesa americana continuano a rivelare nuove e inaspettate storie, cominciati nel 2002 a Boston, sembravano dover finire con il grande accordo di quest’estate tra la diocesi di Los Angeles e 508 persone che erano state molestate o stuprate negli ultimi settant’anni.
Ma ora dall’Alaska arriva la notizia che per tre decenni in 15 minuscoli villaggi, tra i più isolati e remoti al mondo, abitati dagli Yupik, che insieme agli Inuit formano il popolo eschimese, si sono ripetute violenze e abusi da parte di una decina di preti e da tre missionari della Compagnia fondata da Ignazio di Loyola.Da quattro anni erano cominciate le denunce, ma prima del processo si è arrivati ad un’offerta di risarcimento che eviterà il dibattito in tribunale. Secondo l’avvocato degli eschimesi, Ken Roosa, si tratta di una cifra record per un ordine religioso, grazie all’accordo extragiudiziale ogni vittima riceverà oltre mezzo milione di dollari, in cambio nessuno dei gesuiti verrà incriminato e non è richiesta alcuna ammissione di colpevolezza.La Compagnia di Gesù, attraverso il padre provinciale dell’Oregon, John Whitney, responsabile per l’Alaska, ha mostrato fastidio per la pubblicità data all’accordo, ha definito l’annuncio prematuro e ha negato che i gesuiti abbiano inviato per anni “in esilio” in Alaska sacerdoti di cui conoscevano le tendenze sessuali, come invece sostengono alcune delle vittime. Lo stato nel nord-ovest del continente americano viene invece definito dai gesuiti come “una delle terre di missione più difficile” e per questo la Compagnia sostiene di inviarvi i missionari più coraggiosi e preparati.

chael, un’isoletta lunga 15 chilometri che si trova nel Norton Sound, la baia del mare di Bering scoperta dal capitano James Cook nel 1778, il diacono Joseph Lundowski abusò di quasi tutti i bambini di Stebbins e St. Michael, i due minuscoli villaggi abitati da 150 famiglie.Accusato da 34 persone, che nelle testimonianze raccontano delle violenze avvenute in una minuscola chiesa, dopo il catechismo, durante i bui pomeriggi dell’inverno dell’Alaska, Lundowsky era un gigante con la testa pelata e gli occhi blu, lavorava come diacono per la diocesi anche se i gesuiti hanno negato alcun legame con il loro ordine e ufficialmente non sapevano chi fosse. Lasciò l’isola nel 1975 e ora si è scoperto che è morto una decina di anni fa a Chicago alla Pacific Garden Mission, un ricovero religioso con mensa e dormitorio. La maggior parte dei sacerdoti accusati sono ormai morti e le vittime, scelte nel tempo tra chi aveva tra i cinque e i quindici anni, oggi hanno tra i trenta e i sessant’anni.In questa causa, come nel caso di Los Angeles, i gesuiti pagano per un mancato controllo e per aver tenuto nascosto per anni lo scandalo, nel 2004 si erano poi aggiunte accuse di aver bruciato e distrutto documenti che dimostravano il comportamento dei religiosi. Tra i sacerdoti sotto accusa il reverendo James Poole, fondatore della radio cattolica del Nord dell’Alaska, che oggi vive in una casa di riposo. Secondo l’accusa i gesuiti sapevano fin dal 1960 che teneva “comportamenti sessuali inappropriati” ma anche quando lo richiamarono a Portland lasciarono che continuasse ad insegnare ai bambini.L’avvocato delle vittime, da Anchorage dove ha lo studio, racconta che nessuno aveva mai avuto il coraggio di denunciare finché non arrivò notizia dello scandalo che aveva investito la diocesi di Boston, allora a poco a poco emersero storie di disperazione, alcolismo e suicidi. “In alcuni villaggi eschimesi – sostiene Roosa – è difficile trovare un adulto che non sia stato sessualmente abusato. Ma nessuno ha ammesso che i preti problematici venivano confinati in Alaska. Ora per i nostri clienti questo accordo significa che le loro storie di abusi, sempre negate, sono finalmente riconosciute”.

Fonte: Repubblica.it

Ma io mi chiedo come faccia certa gente ad andare ancora in chiesa ad ascoltare le parole di questi qua, e non venitemi a dire che non devo fare di  tutta l’erba un fascio perchè se inizio a tirare fuori tutte le cose che ha combinato il clero, non mi basta tutto il database del blog. Usano i soldi per non far colpevolizzare dei loro preti, lo trovo semplicemente agghiacciante, poi dicono che è stata troppo pubblicizzata la cosa, io dico anche troppo poco. Saprei io la punzione per questi qua…. Riflettete, riflettete

R.I.P.

Gabriele Sandri

Gabriele Sandri (1982-2007), ucciso.

 

Riposa in pace amico.

E Questi Piangono Miseria!!!

Di seguito posto un articolo che ho letto stamattina su la repubblica.it leggete attentamente.

di CURZIO MALTESE
“Quando sono arrivato alla Cei, nel 1986, si trovavano a malapena i soldi per pagare gli stipendi di quattro impiegati”. Camillo Ruini non esagera. A metà anni Ottanta le finanze vaticane sono una scatola vuota e nera. Un anno dopo l’arrivo di Ruini alla Cei, soltanto il passaporto vaticano salva il presidente dello Ior, monsignor Paul Marcinkus, dall’arresto per il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. La crisi economica è la ragione per cui Giovanni Paolo II chiama a Roma il giovane vescovo di Reggio Emilia, allora noto alle cronache solo per aver celebrato il matrimonio di Flavia Franzoni e Romano Prodi, ma dotato di talento manageriale. Poche scelte si riveleranno più azzeccate. Nel “ventennio Ruini”, segretario dall’86 e presidente dal ’91, , qui
la Cei si è trasformata in una potenza economica quindi mediatica e politica. In parallelo, il presidente dei vescovi ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico italiano e all’interno del Vaticano, come mai era avvenuto con i predecessori, fino a diventare il grande elettore di Benedetto XVI.
Le ragioni dell’ascesa di Ruini sono legate all’intelligenza, alla ferrea volontà e alle straordinarie qualità di organizzatore del personaggio. Ma un’altra chiave per leggerne la parabola si chiama “otto per mille”. Un fiume di soldi che comincia a fluire nelle casse della Cei dalla primavera del 1990, quando entra a regime il prelievo diretto sull’Irpef, e sfocia ormai nel mare di un miliardo di euro all’anno. Ruini ne è il dominus incontrastato. Tolte le spese automatiche come gli stipendi dei preti, è il presidente della conferenza episcopale, attraverso pochi fidati collaboratori, ad avere l’ultima parola su ogni singola spesa, dalla riparazione di una canonica alla costruzione di una missione in Africa agli investimenti immobiliari e finanziari.


Dall’otto per mille, la voce più nota, parte l’inchiesta di Repubblica sul costo della chiesa cattolica per gli italiani. Il calcolo non è semplice, oltre che poco di moda. Assai meno di moda delle furenti diatribe sul costo della politica. Il “prezzo della casta” è ormai calcolato in quattro miliardi di euro all’anno. “Una mezza finanziaria” per “far mangiare il ceto politico”. “L’equivalente di un Ponte sullo Stretto o di un Mose all’anno”.

Alla cifra dello scandalo, sbattuta in copertina da Il Mondo e altri giornali, sulla scia di La Casta di Rizzo e Stella e Il costo della democrazia di Salvi e Villone, si arriva sommando gli stipendi di 150 mila eletti dal popolo, dai parlamentari europei all’ultimo consigliere di comunità montane, più i compensi dei quasi trecentomila consulenti, le spese per il funzionamento dei ministeri, le pensioni dei politici, i rimborsi elettorali, i finanziamenti ai giornali di partito, le auto blu e altri privilegi, compresi buvette e barbiere di Montecitorio.

Per la par condicio bisognerebbe adottare al “costo della Chiesa” la stessa larghezza di vedute. Ma si arriverebbe a cifre faraoniche quanto approssimative, del genere strombazzato nei libelli e in certi siti anticlericali.

Con più prudenza e realismo si può stabilire che la Chiesa cattolica costa in ogni caso ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico. Oltre quattro miliardi di euro all’anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale. La prima voce comprende il miliardo di euro dell’otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell’ora di religione (“Un vecchio relitto concordatario che sarebbe da abolire”, nell’opinione dello scrittore cattolico Vittorio Messori), altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c’è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all’ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell’ultimo decennio, di 250 milioni. A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un’inchiesta dell’Unione Europea per “aiuti di Stato”. L’elenco è immenso, nazionale e locale. Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l’Ici (stime “non di mercato” dell’associazione dei Comuni), in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni l’elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che gestisce ogni anno da e per l’Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Il totale supera i quattro miliardi all’anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto o un Mose all’anno, più qualche decina di milioni.

La Chiesa cattolica, non eletta dal popolo e non sottoposta a vincoli democratici, costa agli italiani come il sistema politico. Soltanto agli italiani, almeno in queste dimensioni. Non ai francesi, agli spagnoli, ai tedeschi, agli americani, che pure pagano come noi il “costo della democrazia”, magari con migliori risultati.

Si può obiettare che gli italiani sono più contenti di dare i soldi ai preti che non ai politici, infatti se ne lamentano assai meno. In parte perché forse non lo sanno. Il meccanismo dell’otto per mille sull’Irpef, studiato a metà anni Ottanta da un fiscalista all’epoca “di sinistra” come Giulio Tremonti, consulente del governo Craxi, assegna alla Chiesa cattolica anche le donazioni non espresse, su base percentuale. Il 60 per cento dei contribuenti lascia in bianco la voce “otto per mille” ma grazie al 35 per cento che indica “Chiesa cattolica” fra le scelte ammesse (le altre sono Stato, Valdesi, Avventisti, Assemblee di Dio, Ebrei e Luterani), la Cei si accaparra quasi il 90 per cento del totale. Una mostruosità giuridica la definì già nell’84 sul Sole 24 Ore lo storico Piero Bellini.

Ma pur considerando il meccanismo “facilitante” dell’otto per mille, rimane diffusa la convinzione che i soldi alla Chiesa siano ben destinati, con un ampio “ritorno sociale”. Una mezza finanziaria, d’accordo, ma utile a ripagare il prezioso lavoro svolto dai sacerdoti sul territorio, la fatica quotidiana delle parrocchie nel tappare le falle sempre più evidenti del welfare, senza contare l’impegno nel Terzo Mondo. Tutti argomenti veri. Ma “quanto” veri?

Fare i conti in tasca al Vaticano è impresa disperata. Ma per capire dove finiscono i soldi degli italiani sarà pur lecito citare come fonte insospettabile la stessa Cei e il suo bilancio annuo sull’otto per mille. Su cinque euro versati dai contribuenti, la conferenza dei vescovi dichiara di spenderne uno per interventi di carità in Italia e all’estero (rispettivamente 12 e 8 per cento del totale). Gli altri quattro euro servono all’autofinanziamento. Prelevato il 35 per cento del totale per pagare gli stipendi ai circa 39 mila sacerdoti italiani, rimane ogni anno mezzo miliardo di euro che il vertice Cei distribuisce all’interno della Chiesa a suo insindacabile parere e senza alcun serio controllo, sotto voci generiche come “esigenze di culto”, “spese di catechesi”, attività finanziarie e immobiliari. Senza contare l’altro paradosso: se al “voto” dell’otto per mille fosse applicato il quorum della metà, la Chiesa non vedrebbe mai un euro.

Nella cultura cattolica, in misura ben maggiore che nelle timidissime culture liberali e di sinistra, è in corso da anni un coraggioso, doloroso e censuratissimo dibattito sul “come” le gerarchie vaticane usano il danaro dell’otto per mille “per troncare e sopire il dissenso nella Chiesa”. Una delle testimonianze migliori è il pamphlet “Chiesa padrona” di Roberto Beretta, scrittore e giornalista dell’Avvenire, il quotidiano dei vescovi. Al capitolo “L’altra faccia dell’otto per mille”, Beretta osserva: “Chi gestisce i danari dell’otto per mille ha conquistato un enorme potere, che pure ha importantissimi risvolti ecclesiali e teologici”. Continua: “Quale vescovo per esempio – sapendo che poi dovrà ricorrere alla Cei per i soldi necessari a sistemare un seminario o a riparare la cattedrale – alzerà mai la mano in assemblea generale per contestare le posizioni della presidenza?”. “E infatti – conclude l’autore – i soli che in Italia si permettono di parlare schiettamente sono alcuni dei vescovi emeriti, ovvero quelli ormai in pensione, che non hanno più niente da perdere…”.

A scorrere i resoconti dei convegni culturali e le pagine di “Chiesa padrona”, rifiutato in blocco dall’editoria cattolica e non pervenuto nelle librerie religiose, si capisce che la critica al “dirigismo” e all’uso “ideologico” dell’otto per mille non è affatto nell’universo dei credenti. Non mancano naturalmente i “vescovi in pensione”, da Carlo Maria Martini, ormai esiliato volontario a Gerusalemme, a Giuseppe Casale, ex arcivescovo di Foggia, che descrive così il nuovo corso: “I vescovi non parlano più, aspettano l’input dai vertici… Quando fanno le nomine vescovili consultano tutti, laici, preti, monsignori, e poi fanno quello che vogliono loro, cioè chiunque salvo il nome che è stato indicato”. Il già citato Vittorio Messori ha lamentato più volte “il dirigismo”, “il centralismo” e “lo strapotere raggiunto dalla burocrazia nella Chiesa”. Alfredo Carlo Moro, giurista e fratello di Aldo, in uno degli ultimi interventi pubblici ha lanciato una sofferta accusa: “Assistiamo ormai a una carenza gravissima di discussione nella Chiesa, a un impressionante e clamoroso silenzio; delle riunioni della Cei si sa solo ciò che dichiara in principio il presidente; i teologi parlano solo quando sono perfettamente in linea, altrimenti tacciono”.

La Chiesa di vent’anni fa, quella in cui Camillo Ruini comincia la sua scalata, non ha i soldi per pagare gli impiegati della Cei, con le finanze scosse dagli scandali e svuotate dal sostegno a Solidarnosc. La cultura cattolica si sente derisa dall’egemonia di sinistra, ignorata dai giornali laici, espulsa dall’universo edonista delle tv commerciali, perfino ridotta in minoranza nella Rai riformata. Eppure è una Chiesa ancora viva, anzi vitalissima. Tanto pluralista da ospitare nel suo seno mille voci, dai teologi della liberazione agli ultra tradizionalisti seguaci di monsignor Lefebrve. Capace di riconoscere movimenti di massa, come Comunione e Liberazione, e di “scoprire” l’antimafia, con le omelie del cardinale Pappalardo, il lavoro di don Puglisi a Brancaccio, l’impegno di don Italo Calabrò contro la ‘ndrangheta.
Dopo vent’anni di “cura Ruini” la Chiesa all’apparenza scoppia di salute. È assai più ricca e potente e ascoltata a Palazzo, governa l’agenda dei media e influisce sull’intero quadro politico, da An a Rifondazione, non più soltanto su uno. Nelle apparizioni televisive il clero è secondo soltanto al ceto politico. Si vantano folle oceaniche ai raduni cattolici, la moltiplicazione dei santi e dei santuari, i record di audience delle fiction di tema religioso. Le voci di dissenso sono sparite. Eppure le chiese e le sagrestie si svuotano, la crisi di vocazioni ha ridotto in vent’anni i preti da 60 a 39 mila, i sacramenti religiosi come il matrimonio e il battesimo sono in diminuzione.

Il clero è vittima dell’illusoria equazione mediatica “visibilità uguale consenso”, come il suo gemello separato, il ceto politico. Nella vita reale rischia d’inverarsi la terribile profezia lanciata trent’anni fa da un teologo progressista: “La Chiesa sta divenendo per molti l’ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l’ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo”. Quel teologo si chiamava Joseph Ratzinger.

(Hanno collaborato Carlo Pontesilli e Maurizio Turco)

Ce ne rendiamo conto che questi sono straricchi pero’ la domenica continuano a chiedervi soldi e intascano, famiglie che comprano confessionali, la busta di natale, quella di pasqua (io ci sputerei dentro) ecc. pensanso di fare opere di bene. Roba da matti, uno stato laico che viene comandato dal clero, bisogna fare qualcosa. Io in piccola parte qualcosa sto gia’ facendo schifando il clero e non andando in chiesa. Poi voi se volete continuare a farvi prendere per il culo….

“La Chiesa sta divenendo per molti l’ostacolo principale alla fede